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Trattamento podologico

Il trattamento podologico rappresenta il cuore dell’attività dello studio e comprende un ampio spettro di interventi mirati alla risoluzione delle problematiche più comuni del piede. In particolare, vengono trattate le ipercheratosi cutanee — comunemente note come callosità — le ipertrofie e le deformità ungueali, le lamine colpite da micosi, le ipercheratosi sub e periungueali e le onicofosi, ovvero le infiammazioni che si sviluppano nei solchi laterali dell’unghia.

Ogni seduta viene condotta nel rigoroso rispetto delle norme di asepsi e antisepsi, sia strumentale che ambientale. Tutti i nostri strumenti vengono aperti e sostituiti di fronte al paziente. Al termine del trattamento, vengono applicate medicazioni specifiche e, ove necessario, feltraggi protettivi o di scarico per favorire il recupero e proteggere le zone trattate. Il paziente riceve inoltre indicazioni personalizzate per la corretta gestione, così da prolungare i benefici del trattamento e prevenire o contenere le recidive.

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Unghia incarnita

L’unghia incarnita, nota in ambito clinico come onicocriptosi, rappresenta una delle patologie ungueali più frequenti e dolorose che il Podologo si trova a trattare. Si verifica quando il bordo laterale o il margine distale della lamina ungueale penetra nel solco periungueale, provocando infiammazione, dolore acuto e, nei casi più avanzati, infezione con formazione di tessuto di granulazione.

Le cause possono essere molteplici: un taglio scorretto dell’unghia, calzature troppo strette, una conformazione anatomica predisponente — come unghie a tegola o a pinza — traumi ripetuti o un’eccessiva sudorazione del piede. La patologia interessa prevalentemente l’alluce, ma può coinvolgere anche le altre dita.

Presso lo studio Podologia Flaminia, il trattamento dell’unghia incarnita viene affrontato con un approccio personalizzato, privilegiando tecniche non invasive che mirano a risolvere il problema preservando l’integrità della lamina ungueale. Dopo un’attenta valutazione dello stadio della patologia, il Podologo espone le tecniche interventistiche più consoni alla situazione del paziente e procede alla rimozione della spicula — il frammento di unghia che penetra nei tessuti molli — con strumentario sterile seguita da un’accurata toilette del solco periungueale.

Nei casi in cui sia presente un’infiammazione significativa o un granuloma, si interviene con medicazioni mirate per favorire la guarigione e il controllo dell’infezione. Quando la conformazione dell’unghia lo richiede, si ricorre alla rieducazione ungueale tramite ortonixia: l’applicazione di un sottile filo in titanio sulla superficie della lamina, che esercita una trazione costante e progressiva sui bordi, correggendone la curvatura e prevenendo le recidive.

Il paziente viene inoltre guidato con indicazioni precise sulla corretta tecnica di taglio delle unghie, sulla scelta delle calzature più adeguate e sulle norme igieniche da adottare quotidianamente per mantenere il risultato ottenuto e ridurre il rischio di recidiva. L’obiettivo è sempre quello di restituire comfort e funzionalità, evitando il ricorso a soluzioni chirurgiche quando possibile.

 

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Piede Diabetico e Medicazioni Avanzate

La cura del piede diabetico rappresenta una delle specializzazioni principali dello studio. Il diabete mellito può determinare nel tempo alterazioni vascolari e neurologiche che rendono il piede particolarmente vulnerabile a lesioni, infezioni e complicanze anche gravi. Per questo motivo, la prevenzione e il monitoraggio costante sono fondamentali.

Il percorso di prevenzione è studiato per accompagnare il paziente diabetico nel tempo, con controlli regolari, educazione terapeutica e indicazioni personalizzate per la gestione quotidiana del piede.

Le medicazioni avanzate sono destinate al trattamento delle lesioni cutanee complesse e delle ferite difficili, come le ulcere croniche, le lesioni da pressione e le ferite post-chirurgiche a lenta guarigione. Lo studio adotta protocolli di vulnologia aggiornati, che prevedono l’utilizzo di medicazioni bioattive, bendaggi funzionali e tecniche di gestione del letto della ferita secondo le più recenti evidenze scientifiche.

Il Dott. Antonacci collabora con il Team Romano di Vulnologia, un gruppo multidisciplinare dedicato alla cura delle ferite difficili, garantendo un approccio integrato che coinvolge, quando necessario, anche altre figure specialistiche. L’obiettivo è accelerare i tempi di guarigione, ridurre il dolore e migliorare la qualità di vita del paziente.

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Trattamento delle verruche plantari

Le verruche plantari sono lesioni cutanee di origine virale che possono presentarsi in forma singola o multipla, piana o periungueale, e che spesso risultano dolorose durante la deambulazione. Lo studio adotta un approccio terapeutico non cruento, basato sull’impiego di agenti chimico-cheratolitici o fisici ad azione controllata.

Il protocollo di trattamento viene definito in base alla tipologia, alla localizzazione e all’estensione della lesione, con l’obiettivo di ottenere la risoluzione completa nel minor numero di sedute possibile, garantendo al paziente il massimo comfort e riducendo al minimo i tempi di recupero.

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Ortesi in silicone

Le ortesi in silicone sono dispositivi modellati direttamente sul piede del paziente, indicati per la correzione e la protezione di diverse deformità digitali: alluce valgo, dita a martello, quinto dito varo, dita recurvate, addotte o sovrapposte, spesso accompagnate da formazioni ipercheratosiche dolorose.

La loro funzione è duplice: da un lato proteggono le strutture interessate dalla pressione e dall’attrito con la calzatura, dall’altro compensano gli squilibri biomeccanici durante il cammino, contribuendo a un passo più fisiologico e confortevole. Ogni ortesi viene realizzata su misura con materiali siliconici bicomponenti di grado medicale, al massimo livello di purezza, idrorepellenti e perfettamente tollerati dalla cute.

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Ortesi plantari

Le ortesi plantari sono dispositivi su misura progettati per correggere alterazioni biomeccaniche dell’appoggio, alleviare il dolore e migliorare la qualità del passo nella vita quotidiana e nell’attività sportiva. Lo studio esclude categoricamente l’impiego di plantari prefabbricati: ogni ortesi viene progettata “ad personam” sulla base di una valutazione clinica approfondita ed esame baropodometrico.

Sono disponibili due tipologie di rilevamento dell’impronta. La prima prevede un’impronta bidimensionale tramite podografia, ideale per le correzioni funzionali più comuni. La seconda utilizza un calco in gesso tridimensionale, che riproduce fedelmente la conformazione dell’appoggio plantare e consente la realizzazione di ortesi rigide, semirigide, morbide o composite.

I materiali impiegati spaziano dal termoplastico flessibile al cuoio supportato da agglomerato di sughero, dalle gomme e schiume tecniche fino alle fibre nobili come il kevlar e il carbonio, selezionati in base alle esigenze funzionali e alle abitudini di vita del paziente.

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Onicomicosi

L’onicomicosi è un’infezione fungina della lamina ungueale che colpisce frequentemente le unghie dei piedi, in particolare l’alluce. Si manifesta con un progressivo cambiamento dell’aspetto dell’unghia, che può apparire ispessita, opaca, di colorazione giallastra o brunastra, con tendenza allo sfaldamento e, nei casi più avanzati, al distacco parziale dal letto ungueale. Si tratta di una patologia spesso sottovalutata, ma che, se trascurata, può estendersi alle unghie adiacenti e compromettere significativamente il comfort e la qualità di vita del paziente.

I fattori predisponenti sono numerosi: ambienti caldo-umidi come piscine, palestre e docce comuni, l’uso prolungato di calzature chiuse e poco traspiranti, microtraumi ripetuti, una ridotta circolazione periferica e condizioni di immunodepressione. L’onicomicosi è particolarmente frequente nei pazienti diabetici e negli anziani, dove il rallentamento della crescita ungueale favorisce la colonizzazione da parte dei miceti.

Presso lo studio Podologia Flaminia, la gestione dell’onicomicosi inizia con una fase di valutazione, se necessario o se richiesto effettuiamo un test colturale non invasivo che consente di identificare la presenza di miceti responsabili dell’infezione direttamente in studio. Questo permette di confermare la diagnosi clinica e di impostare un percorso terapeutico mirato e personalizzato.

Il trattamento podologico prevede innanzitutto la riduzione meccanica della lamina ungueale compromessa: attraverso l’utilizzo di frese e strumentario sterile dedicato, il Podologo rimuove le porzioni di unghia ispessite, distrofiche e colonizzate dal fungo, favorendo la penetrazione dei principi attivi antimicotici e creando le condizioni ottimali per la ricrescita di una lamina sana.

Al paziente viene quindi indicato un protocollo terapeutico domiciliare, che può prevedere l’applicazione di prodotti antimicotici topici specifici, con indicazioni su modalità e frequenza di utilizzo. Il percorso viene monitorato nel tempo attraverso controlli periodici in studio, durante i quali si valuta l’evoluzione della ricrescita ungueale e si adegua il trattamento in base alla risposta clinica.

Particolare attenzione viene dedicata anche all’educazione del paziente sulle norme igieniche e comportamentali da adottare per prevenire le recidive: dalla corretta asciugatura dei piedi alla scelta di calzature traspiranti, dall’utilizzo di calzini in fibre naturali alla disinfezione periodica delle calzature. L’obiettivo è non solo eliminare l’infezione in atto, ma fornire al paziente tutti gli strumenti per proteggere la salute delle proprie unghie nel lungo periodo.

 

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Rieducazione Ungueale

La rieducazione ungueale è un trattamento conservativo che consente nel correggere la curvatura patologica dell’unghia — tipica dell’unghia incarnita e di altre deformità — o alcuni difetti di crescita senza ricorrere all’intervento chirurgico. Mediante l’applicazione di dispositivi correttivi specifici (ortonixia), la lamina ungueale viene gradualmente guidata verso una crescita fisiologica.

Si tratta di un approccio indolore, ben tollerato e particolarmente indicato per i pazienti che soffrono di episodi ricorrenti di onicocriptosi. Il trattamento viene monitorato nel tempo con controlli periodici, fino al raggiungimento di una conformazione ungueale stabile e corretta.

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Metatarsalgia e Neuroma di Morton

La metatarsalgia è un termine clinico che indica una condizione dolorosa localizzata nella regione dell’avampiede, in corrispondenza delle teste metatarsali — quella porzione della pianta del piede comunemente definita “cuscinetto”. Il dolore, spesso descritto come una sensazione di bruciore, di camminare su un sassolino o di pressione intensa sotto le dita, si manifesta tipicamente durante la deambulazione e la stazione eretta prolungata, costringendo il paziente a modificare il proprio schema del passo e, nei casi più severi, a limitare significativamente le attività quotidiane.

Le cause della metatarsalgia sono molteplici e frequentemente interconnesse. Tra le più comuni si annoverano le alterazioni biomeccaniche dell’avampiede — come l’insufficienza del primo raggio, il piede cavo con avampiede equino, le dita a martello o a griffe — che determinano una distribuzione anomala dei carichi sulle teste metatarsali. L’utilizzo abituale di calzature con tacco elevato o con punta stretta, il sovrappeso, l’attività sportiva intensa su superfici dure e l’assottigliamento del cuscinetto adiposo plantare, fisiologico con l’avanzare dell’età, contribuiscono ulteriormente all’insorgenza della sintomatologia.

Una forma particolarmente invalidante di metatarsalgia è rappresentata dal Neuroma di Morton, una neuropatia da intrappolamento che interessa i nervi digitali comuni dell’avampiede, più frequentemente nel terzo spazio intermetatarsale, tra il terzo e il quarto dito. Si tratta di un ispessimento fibroso del tessuto che circonda il nervo, causato dalla compressione cronica e dalla frizione meccanica ripetuta tra le teste metatarsali adiacenti.

Il paziente affetto da Neuroma di Morton riferisce tipicamente un dolore acuto, bruciante o lancinante nella regione intermetatarsale, spesso accompagnato da sensazione di intorpidimento, formicolio o scarica elettrica che si irradia verso le dita coinvolte. La sintomatologia si accentua con l’utilizzo di calzature strette e durante la deambulazione, mentre tende ad attenuarsi con il riposo e la rimozione della calzatura. Non è raro che il paziente avverta la sensazione di avere un corpo estraneo sotto il piede o di camminare con il calzino arrotolato.

Presso lo studio Podologia Flaminia, l’approccio alle metatarsalgie e al Neuroma di Morton è conservativo, personalizzato e orientato all’individuazione delle cause biomeccaniche sottostanti. La valutazione inizia con un esame clinico dell’avampiede, che comprende la palpazione delle teste metatarsali, l’esecuzione di test specifici — come il segno di Mulder per il Neuroma di Morton — e l’analisi della conformazione del piede in carico e fuori carico. L’esame baropodometrico consente di evidenziare con precisione le aree di iperpressione plantare e di comprendere le dinamiche del passo che contribuiscono alla sofferenza dell’avampiede.

Il trattamento cardine è rappresentato dalla realizzazione di ortesi plantari su misura, progettate specificamente per ridistribuire i carichi sull’avampiede, scaricare le teste metatarsali sofferenti e, nel caso del Neuroma di Morton, distanziare le teste metatarsali coinvolte riducendo la compressione sul nervo. Le ortesi possono integrare elementi dedicati come barre retrocapitate, che sollevano e separano le teste metatarsali, alleviando la pressione sulla struttura nervosa, o scarichi selettivi in caso di zone di ipercarico.

Un contributo terapeutico significativo è offerto dalla laserterapia, particolarmente indicata nel trattamento delle metatarsalgie e del Neuroma di Morton. L’energia luminosa del laser, applicata sulla regione dell’avampiede, agisce in profondità sui tessuti infiammati favorendo la riduzione dell’edema, il controllo del dolore e la stimolazione dei processi riparativi a livello cellulare. Nel caso specifico del Neuroma di Morton, la laserterapia contribuisce a ridurre l’infiammazione perineurale e a modulare la trasmissione del segnale doloroso, offrendo un sollievo significativo al paziente. Le sedute vengono programmate in cicli personalizzati, calibrati sulla severità del quadro clinico e sulla risposta individuale al trattamento.

Nei casi in cui siano presenti deformità digitali associate — come dita a martello o a griffe che contribuiscono al sovraccarico metatarsale — il Podologo può realizzare ortesi in silicone su misura, modellate direttamente sul piede del paziente, per proteggere e riallineare le dita, migliorando la distribuzione dei carichi sull’avampiede.

Il paziente viene inoltre guidato nella scelta delle calzature più adeguate, privilegiando modelli con pianta larga, suola ammortizzante e tacco contenuto, e viene istruito su esercizi di mobilizzazione e rinforzo della muscolatura intrinseca del piede, utili a migliorare la funzionalità dell’avampiede e a prevenire le recidive.

L’obiettivo è restituire al paziente il comfort nella deambulazione e nelle attività quotidiane, affrontando la problematica alla radice attraverso un percorso terapeutico che integra competenze biomeccaniche, ortesiche e strumentali, con un’attenzione costante all’educazione del paziente.

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Fascite plantare e Spina calcaneare

La fascite plantare è una delle patologie più comuni a carico del piede e rappresenta la principale causa di dolore al tallone nella popolazione adulta. Si tratta di un’infiammazione della fascia plantare, la robusta banda di tessuto connettivo che si estende dal calcagno alle teste metatarsali, svolgendo un ruolo fondamentale nel sostegno dell’arco plantare e nella biomeccanica del passo.

Il sintomo caratteristico è un dolore acuto e pungente nella regione inferiore del tallone, particolarmente intenso al mattino con i primi passi dopo il riposo notturno o dopo periodi prolungati in posizione seduta. Il dolore tende ad attenuarsi con il movimento, per poi ripresentarsi dopo una prolungata stazione eretta o al termine della giornata. Questa sintomatologia, se ignorata, può cronicizzarsi e condizionare pesantemente la qualità di vita, limitando la deambulazione e le normali attività quotidiane.

La spina calcaneare — una calcificazione ossea a forma di sperone che si sviluppa sulla superficie inferiore del calcagno — è spesso associata alla fascite plantare, pur non essendone necessariamente la causa diretta. Si forma come risposta dell’organismo alla trazione cronica esercitata dalla fascia plantare infiammata sulla sua inserzione calcaneare. È importante sottolineare che la presenza di una spina calcaneare, evidenziabile radiograficamente, non sempre corrisponde a una sintomatologia dolorosa: molti pazienti presentano la calcificazione senza avvertire alcun disturbo, mentre altri lamentano dolore significativo in assenza di formazioni ossee evidenti.

Tra i fattori predisponenti si annoverano il sovrappeso, la stazione eretta prolungata per motivi professionali, l’utilizzo di calzature inadeguate prive di adeguato supporto o consumate, alterazioni biomeccaniche come il piede piatto o il piede cavo, la retrazione della catena muscolare posteriore e l’aumento improvviso dell’attività fisica, in particolare la corsa su superfici dure.

Presso lo studio Podologia Flaminia, l’approccio alla fascite plantare e alla spina calcaneare è di tipo conservativo e integrato. Il percorso terapeutico inizia con una valutazione biomeccanica dell’appoggio plantare, che può avvalersi dell’esame baropodometrico per analizzare la distribuzione dei carichi e individuare eventuali squilibri posturali o alterazioni della meccanica del passo che contribuiscono alla sofferenza della fascia.

Sulla base dei dati raccolti, il Podologo progetta e realizza ortesi plantari su misura, specificamente studiate per ridistribuire le pressioni a livello del tallone, sostenere l’arco longitudinale mediale e ammortizzare l’impatto durante la fase di appoggio. Le ortesi rappresentano un elemento centrale del trattamento, poiché agiscono direttamente sulle cause biomeccaniche della patologia, alleviando la tensione sulla fascia plantare e favorendo la risoluzione del processo infiammatorio.

Tra le risorse terapeutiche a disposizione dello studio, un ruolo importante è svolto dalla laserterapia, una metodica strumentale non invasiva e indolore che sfrutta l’energia luminosa per stimolare i processi di riparazione tissutale a livello cellulare. L’applicazione del laser sulla regione calcaneare e sulla fascia plantare favorisce la riduzione dell’infiammazione, il sollievo dal dolore e l’accelerazione dei tempi di guarigione, risultando particolarmente efficace nelle fasi acute della patologia. Le sedute di laserterapia vengono programmate in cicli personalizzati in base alla gravità del quadro clinico e alla risposta individuale del paziente.

Vengono fornite inoltre indicazioni personalizzate sulla scelta delle calzature più idonee e sulle modifiche delle abitudini quotidiane che possono contribuire al miglioramento del quadro clinico.

L’obiettivo del trattamento è restituire al paziente una deambulazione confortevole e priva di dolore, attraverso un percorso graduale e personalizzato che affronta non solo il sintomo, ma le cause sottostanti della patologia.